la Valpolicella

la Valpolicella

Uve poste appena raccolte poste in cassette per l’appassimento di tre mesi necessario alla preparazione di Amarone e Recioto

La Valpolicella è la più rinomata tra le numerose zone di produzione vitivinicola del veronese, celebre soprattutto per l’Amarone, un vino unico che negli ultimi anni ha conosciuto un grandissimo successo sia a livello nazionale che internazionale.
La Valpolicella è una zona collinare compresa tra la città di Verona e il lago di Garda, estesa negli anni a comprendere buona parte dei rilievi subito a ridosso della fascia pedemontana della provincia. La produzione vinicola ha radici antichissime che risalgono all’epoca romana se non oltre. Lo stesso nome Valpolicella deriva probabilmente dalle parole latine vallis poli cellae, ossia valle dalle molte cantine. È per questo un territorio ricchissimo di storia, a partire dai resti dei pagus arusnati, i villaggi delle antiche popolazioni autoctone, vestigia di templi e ville romane, pievi romaniche, ville gentilizie rinascimentali e barocche.
Tutto ciò fa della Valpolicella una destinazione ideale per gite e visite guidate di qualche ora o di un’intera giornata, in cui è possibile unire quanto di meglio il nostro territorio ha da offrire, spettacolari panorami, architetture storiche e il meglio della produzione vitivinicola e gastronomica. Affidatevi alle guide turistiche della Valpolicella per pianificare il vostro itinerario.

Itinerari Guidati in Valpolicella

1. Itinerario enologico guidato. Per veri cultori del vino, semplici appassionati o curiosi che vogliano approfondire la conoscenza dei vini Valpolicella e dell’Amarone. In mezza giornata è possibile visitare da 2-3 cantine differenti, selezionate tra le più rappresentative della zona di produzione. Le visite, nelle quali sarà possibile parlare direttamente con i produttori, sono naturalmente seguite da una degustazione dei vini della Valpolicella.

2. Vino, antiche pievi e panorami mozzafiato. In mezza giornata sarà possibile unire alla visita con degustazione in una tipica cantina della Valpolicella, un percorso panoramico e la visita ad un’antica pieve romanica dell’VIII secolo. Dal villaggio di San Giorgio di Valpolicella si potrà ammirare Valpolicella dall’alto, abbracciando a volo d’uccello l’intera area da Verona fino al lago di Garda.

3. Vino e ville. Con un percorso guidato di mezza giornata si potrà unire una visita con degustazione in una cantina della Valpolicella con la visita guidata a una delle sontuose ville rinascimenali e barocche. Si potranno ammirare le splendide architetture di celebri architetti tra cui Andrea Palladio e Giulio Romano, decorate da sculture, soffitti affrescati e giardini all’italiana oltre i quali si estendono i vigneti.

Tutti gli itinerari sono solo indicazioni di riferimento e possono essere completamente personalizzati in base agli interessi e alle esigenze dei visitatori. Non esitate a contattare le nostre guide turistiche della Valpolicella per maggiori informazioni o per concordare un itinerario per ottenere il massimo dal tempo a vostra disposizione.

La Geografia della Valpolicella

la Valpolicella

Vigneti della Valpolicella. In lontananza si intravede il lago di Garda

La Valpolicella Classica

La Valpolicella come zona di produzione vitivinicola è suddivisa in Valpolicella Classica, la parte storica e pià antica, e Valpolicella estesa, creata allargando verso est la Valpolicella Classica fino a lambire l’altra importante zona di produzione del veronese, Soave.
La Valpolicella Classica è costituita da una zona pedemontana, che corre dai primi paesi fuori dalla periferia occidentale di Verona fino all’imbocco della Val d’Adige, e da una serie di valli che tagliano da sud a nord le propagini dell’altopiano della Lessinia, come vengono chiamate le prealpi veronesi. Queste valli prenodono il nome di quattro dei cinque paesi che costituiscono la zona. Partendo da est si trova quindi la valle di Negrar, la valle di Marano detta Valgatara, quella di Fumane e, al confine occidentale della Valpolicella, la valle di Sant’Ambrogio. La zona è quindi chiusa a sud dal paese di San Pietro in Cariano.

La Valpolicella estesa

Bottaia in una cantina della Valpolicella

Bottaia in una cantina della Valpolicella

Grazie al progressivo successo dei vini della Valpolicella sia sul mercato nazionale che su quello internazionale, alcuni decenni orsono fu deciso di allargare la zona di produzione verso est, dove le condizioni climatiche e sopratutto geologiche, permettevano l’ottenimento di una qualità all’altezza del disciplinare di produzione. Alle valli della zona classica si aggiunsero quindi la Valpantena, la val Squarano, la valle di Mezzane, val d’Illasi e la val Tramigna fino a lambire, e in alcuni punti sovrapporsi, con la zona di produzione del Soave.

La Geologia

Le colline della Valpolicella, ultime propaggini dei monti Lessini, le prealpi veronesi

Le colline della Valpolicella, ultime propaggini dei monti Lessini, le prealpi veronesi

Il suolo dei monti Lessini, e quindi della Vapolicella, è composto da un’immensa piastra calcarea, formatasi a partire da duecento milioni di anni fa. All’epoca la zona era ricoperta da un mare con ampie barriere coralline, sul cui fondale si depositarono progressivamente sabbie, sali minerali, assieme a numerose spoglie di organismi marini. Nel corso di milioni di anni, i vari strati si compattarono in una piattaforma calcarea che può raggiungere spessori di 1500 metri. Sotto di essa, in alcuni punti, si è inoltre manifestata un’attività vulcanica con la formazione di basalto e tufo, soprattutto all’estremità orientale. La spinta della placca continentale africana su quella europea che ha provocato la formazione dell’arco alpino, ha anche causato l’innalzamento della piastra dei Lessini.
La sequenza di rocce presenti nel territorio è caratterizzata da calcare grigio, rosso ammonitico, calcare bianco, marne, scaglia, calcari nummolitici. Abbondantissima è la presenza di fossili di ogni genere, soprattutto le ammoniti, grandi conchiglie marine a spirale. A Bolca, nella parte alta dell’est veronese, si trova uno dei più importanti giacimenti al mondo di fossili, con splendidi pesci, piante, animali marini dall’eccezionale definizione.
Alcuni di queste pietre costituiscono eccezionali materiali da costruzione e furono utilizzati sin dall’antichità. L’Arena di Verona, il celebre anfiteatro, fu interamente realizzato con la pietra della Valpolicella. Il rosso ammonitico dei Lessini si ritrova a Venezia, sulla facciata di palazzo Ducale e all’interno della Basilica di San Marco e abbonda anche nelle chiese e per le strade di Verona. Ancora oggi nella parte alta della Valpolicella vengono sfruttate le cave di quello che impropriamente viene definito marmo di Verona. La lunga tradizione ha dato vita a un’importante distretto per la lavorazione delle pietre che si estende tra il limite orientale della Valpolicella e la Val d’Adige.

Il clima

La Valpolicella è influenzata dalla vicinanza del lago di Garda a est e dalle montagne a nord che offrono un’efficace barriera ai freddi venti settentrionali per cui le temperature invernali sono più alte di quanto ci si potrebbe aspettare dalla latitudine a cui si trova. Questo favorisce non solo la coltivazione della vite, ma rende possibile perfino quella dell’ulivo, anche a fini commerciali tanto che “Valpolicella” rappresenta anche una DOP di olio extravergine di oliva, prodotto principalmente con olive di varietà Grignano. In passato non era infrequente che le tenute della Valpolicella riuscissero ad avere anche una propria limonaia.

La Storia della Valpolicella

La pieve romanica di San Floriano

La pieve romanica di San Floriano

La preistoria

La storia della Vapolicella è molto antica e complessa. Tutte le montagne a nord di Verona conobbero la presenza dell’uomo e dei suoi antenati sin dalle epoche più remote grazie alla presenza di foreste ricche di animali da cacciare, di acqua e soprattutto di selce di qualità eccellente, perfetta per la realizzazione degli utensili dell’età della pietra tanto da diventare spesso merce di scambio. Ötzi, la famosa mummia del Similaun, aveva con se’ un coltello e punte di frecce realizzate proprio con la selce della Lessinia.

Età preromana

A partire dall’età del bronzo, e ancor più con l’età del ferro, si formarono i primi insediamenti stabili in Valpolicella. Si tratta di civiltà ancora in parte misteriose, generalmente definite paleovenete e spesso costituite da un ventaglio eterogeneo di etnie: galli cenomani, popolazioni celtiche, e forse etrusche. La zona pedemontana nord orientale era interessata dalla popolazioni dei Reti. Catone il Censore, già nel II secolo avanti Cristo menziona i Reti decantando la qualità del loro vino dolce, probabilmente non dissimile dal Recioto che tutt’ora si produce.
A partire dal V secolo avanti Cristo, la Valpolicella in particolare fu interessata dagli insediamenti degli Arusnati, popolazione dedita all’agricoltura, alla viticoltura e alla lavorazione dei metalli, come testimoniano alcuni laboratori rinvenuti nel corso di scavi archeologici presso San Giorgio. Gli Arusnati erano organizzati in piccoli villaggi indipendenti detti Pagus, uniti da una sorta di federazione e conuna capitale religiosa proprio sull’altura panoramica dove oggi sorge il villaggio di San Giorgio. Lì avevano il loro tempio, dedicato al Sole e alla Luna, le più importanti divinità arusnate, proprio nel luogo dove adesso si trova la pieve romanica di San Giorgio. Nella costruzione della piccola e suggestiva chiesa furono impiegati l’altare e numerosi altri frammenti del tempio.

Età romana

valpolicella-tempio

I resti di un tempio circolare di epoca romana dedicato a Flora. Si trovano nel parco di una cantina della Valpolicella non lontano dalla chiesa di San Floriano che, secondo alcuni, da esso prese il nome

Come tutto il veronese, anche la Valpolicella fu interessata da una progressiva romanizzazione a partire dal II secolo avanti Cristo. Il nome stesso della zona deriverebbe secondo alcuni dalle parole latine vallis poli cellae, ossia valle dalle molte cantine, a testimonianza dell’antica tradizione vitivinicola. Reperti romani si ritrovano su tutto il territorio della Valpolicella comprese alcune ville i cui mosaici possono essere ammirati presso il museo archeologico di Verona. In particolare il pavimento della villa rinvenuta a Negrar mostra alcune celebri rappresentazioni dei combattimenti di gladiatori che si svolgevano in Arena.
Per la Valpolicella passava inoltre la via consolare Claudia-Augusta, che dopo aver attraversato Verona, procedeva verso nord, in Val d’Adige fino al Brennero. Presso villa Girardi, proprio all’imbocco della valle di Fumane, si possono ammirare inglobati nel muro, i resti di una torre di avvistamento romana.

Il Medioevo

L'interno della pieve romanica di San Giorgio

L’interno della pieve romanica di San Giorgio

Con il medioevo anche la Valpolicella fu interessata dal progressivo disfacimento della civiltà romana e della successive invasioni barbariche. In particolare i Longobardi crearono qui alcuni loro insediamenti. La religione cristiana si diffuse e al posto dei templi sorsero chiese come le splendide pievi romaniche di San Giorgio e San Floriano.
La coltivazione della vite, le tecniche di vinificazione e la coltivazione dell’olivo anche qui sopravvissero ai secoli bui grazie alla presenza sul territorio degli ordini monastici che necessitavano di vino e olio per le funzioni religiose.
In epoca scaligera la Valpolicella divenne una contea con precisi confini territoriali e accordi economici e militari con la signoria di Verona. Federico della Scala fu insignito conte della Valpolicella dall’Imperatore Arrigo VII.
Con la breve dominazione viscontea la Valpolicella divenne un vicariato dotato di un’autonomia amministrativa che proseguì anche dopo il 1405 quando tutto il territorio veronese entrò a far parte dei territori della Repubblica di Venezia.

Il Rinascimento

Uno dei camini della rinascimentale Villa della Torre a Fumane in Valpolicella

Uno dei camini della rinascimentale Villa della Torre a Fumane in Valpolicella

Anche la Valpolicella, come tutto il territorio veneto fu caratterizzata dal rinnovamento culturale che investì anche la gestione dei territori rurali e che portò al celebrato fenomeno delle ville venete. Imitando quello che facevano le famiglie patrizie della laguna, anche i nobili dei territori soggetti a Venezia iniziarono a costruire sontuose ville al centro dei propri vasti possedimenti. La villa era al tempo stesso azienda agricola e centro di svago e ozi letterari da cui il termine “villeggiare”. Il fenomeno proseguì per tutto il ‘600 e ‘700 fino alle soglie della modernità lasciando splendide testimonianze architettoniche. Proprio nella Valpolicella Classica è conservata uno dei progetti dell’architetto che più di ogni altro si è fatto interprete dell’architettura rinascimentale: Andrea Palladio. Si tratta di Villa Santa Sofia, la più originale tra le ville del celebre architetto vicentino conosciuto in tutto il mondo. Non meno interessante è poi Villa della Torre, forse opera di Giulio Romano o del veronese Michele Sanmicheli, che riprende la struttura delle antiche domus romane con un cortile interno circondato da un elegante porticato su cui si aprono i saloni caratterizzati dai misteriosi camini dalle gigantesche forme animali. E ancora Villa Giona, Villa Rizzardi, Villa Girardi, Villa Mosconi-Bertani, sono solo alcuni dei numerosi edifici che punteggiano il territorio della Valpolicella. Molte di queste ville, con i loro parchi e i saloni affrescati sono tutt’oggi adibite a cantine circondate da vigneti, visitabili e dove è possibile effettuare degustazioni dei prodotti del territorio.

L’Amarone

Uve in appassimento sui tradizionali graticci

Uve in appassimento sui tradizionali graticci

Al di là della storia, dell’arte, delle tradizioni, ciò che però ha reso la Valpolicella celebre in tutto il mondo è sicuramente l’Amarone, il re dei vini veronesi e sicurmente tra le massime espressioni della vitivinicoltura italiana.
È un vino unico, prodotto con un procedimento complesso e particolare.

Il Recioto

Sebbene l’Amarone sia così celebre, esso in realtà non ha origini antiche, almeno come vino intenzionalmente prodotto. La leggenda dice che esso nacque in realtà da errori nel processo produttivo di un altro vino della Valpolicella, il Recioto. Il Recioto è un vino dolce, realizzato da uve poste ad appassire su graticci. Di esso si parla già in epoca romana e altomedioevale e il procedimento produttivo non deve essere cambiato poi molto da allora.
Il Recioto è un vino dolce che si ottiene bloccando la fermentazione del mosto così che una parte degli zuccheri naturalmente presenti nell’uva non siano trasformati in alcol e conferiscano alla bevanda una piacevolissima dolcezza. Fermare la fermentazione a metà del processo non era operazione semplice nel passato, senza gli aiuti tecnologici di cui dispongono oggi gli enologi, per cui capitava a volte di imbottigliare un vino dolce e, dopo qualche mese o anno di affinamento, stappare un vino secco, quasi amaro come prima sensazione. Questo vino “amaro”, antesignano dell’Amarone, non doveva essere molto apprezzato tanto che veniva utilizzato per cucinare e ancora oggi esistono alcune ricette che lo vedono come importante ingrediente quali il brasato, spesso di cavallo, e il risotto all’Amarone.

Le Uve dell’Amarone

Grappolo di Corvina, la più importante tra le uve della Valpolicella

Grappolo di Corvina, la più importante tra le uve della Valpolicella

Le uve dei vitigni autoctoni della Valpolicella: principalmente Corvina, Rondinella, Molinara, ma anche Croatina, Oseleta, Negrara, Dindarella, vengono accuratamente selezionate durante la vendemmia eseguita rigorosamente a mano da personale esperto. È necessario selezionare accuratamente i grappoli più maturi, più integri e con gli acini ben distanziati tra di loro così che la circolazione d’aria possa garantire un appassimento ottimale nel successivo processo. L’uva viene infatti posta su graticci all’interno di appositi fruttai nei sottotetti delle cantine per almeno quattro mesi. In questo tempo gli acini perdono parte dell’acqua in essi contenuta, gli zuccheri si concentrano e si sviluppano partioclari elementi aromatici. La successiva fermentazione rende l’Amarone un vino secco, corposo, ricco di alcol e aromi che vengono affinati con la maturazione in botte che deve essere di almeno due anni ma che alcune aziende prolungano fino a oltre 5 o 6.
L’Amarone è un vino corposo, ricco di sfumature gustative e complessità. Adatto alle occasioni speciali, da abbinare a piatti importanti e ricchi, con formaggi stagionati o come vino da “meditazione” da gustare a fine pasto abbinandolo a una piacevole conversazione tra amici di vecchia data.

Gli altri vini della Valpolicella

Una degustazione di Amarone e Recioto

Una degustazione di Amarone e Recioto

La gamma dei vini della Valpolicella è completata dal Valpolicella Classico, prodotto dalle stesse uve dell’Amarone e del Recioto ma spremute e fermentate immediatamente dopo la raccolta. È un vino fresco, fruttato, perfetto come vino da tavola per piatti leggeri.
Vi è poi il Valpolicella Superiore, vino realizzato con una migliore selezione delle uve e un affinamento di almeno un anno. Si tratta di un prodotto a metà strada tra la leggerezza del Valpolicella Classico e la corposità dell’Amarone, molto versatile e adatto a piatti più ricchi e alla carne. Alcuni produttori, per ottenere le strutture richieste al Valpolicella Superiore, lasciano appassire le uve per un certo periodo, comunque inferiore ai tre mesi dell’Amarone, mischiano al mosto di uve fresche, alcune percentuali di uve appassite, o eseguono l’ormai celebre tecnica del Ripasso. Si tratta di una seconda fermentazione del vino giovane ottenuta con un passaggio sulle vinacce dell’Amarone o meglio del Recioto.

Visite in Cantina

Sala degustazione per gruppi allestita in una vecchia cantina

Sala degustazione per gruppi allestita in una vecchia cantina

Sempre più cantine sono aperte ai visitatori e gruppi organizzati e saranno felici di mostrare i luoghi, vignetifruttai d’appassimento, bottaie, dove nasce l’Amarone e gli altri vini della Valpolicella. La visita guidata in cantina non può che concludersi con l’assaggio dei vini della Valpolicella, l’Amarone naturalmente, ma anche il più semplice Valpolicella e il Recioto, il vino dolce anch’esso prodotto con uve appassite.
Sono numerosissime e molto varie le cantine della Valpolicella. Si va dalle grandi aziende con sistemi di produzione semi-industriali, piccole realtà a conduzione famigliare attente al rispetto della tradizione e dell’ambiente, fino alle cantine ospitate all’interno di antiche residenze nobiliari.

Villa Mosconi-Bertani

Villa Mosconi-Bertani

Per maggiori informazioni e dettagli sulle visite guidate o per prenotare uno degli itinerari proposti potete contattare le guide turistiche della Valpolicella: info@veronamostre.com