Palazzo della Ragione

Palazzo della Ragione

Palazzo della Ragione

Attorno all’ottavo secolo dopo Cristo, dopo i drammatici anni della fine dell’impero romano, delle invasioni barbariche e la conseguente ruralizzazione di Verona in epoca alto-medievale, l’isolato romano a ridosso del foro su cui sorgevano sfarzose domus patrizie, ricominciò ad essere edificato dopo secoli di abbandono. Sorsero le prime case-torre, luoghi sicuri in un’epoca incerta e che permettevano inoltre di fare mostra del proprio potere alle emergenti famiglie nobiliari e mercantili.
Il terreno dove sorgevano alcune di queste torri fu quindi acquistato dal comune di Verona che a metà del 1100 diede inizio al cantiere per la costruzione di un palazzo pubblico dove trovassero posto anche altri uffici con funzioni civili e commerciali.
Con la costruzione della Loggia del Consiglio alla fine del ‘400, il vecchio palazzo romanico divenne sede del Palazzo della Ragione ossia, come in molte città della Serenissima veniva chiamato, del tribunale.
La struttura, con numerosi rimaneggiamenti e alterazioni, come ad esempio la facciata neoclassica ottocentesca, rimase Tribunale di Verona fino a circa il 1980.
Dopo più di vent’anni di abbandono a metà del primo decennio del 2000 furono aprrovati e iniziarono i lavori di restauro per la nuova destinazione dell’edificio a spazio espositivo. Il progetto fu diretto da Tobia Scarpa, architetto che si è mosso nella tradizione segnata dal padre Carlo Scarpa che aveva già lasciato il suo segno indelebile a Verona con il restauro di Castelvecchio. Anche nel Palazzo della Ragione elementi molto moderni e minimali vengono spesso armonicamente accostati alle architetture antiche. Si è dato così vita a un centro espositivo unico, che unisce la meravigliosa cornice del Palazzo della Ragione a soluzioni espositive moderne e funzionali. Il palazzo sarebbe già da solo motivo sufficiente per una visita. All’interno vi è un imponente colonnato, con arco di trionfo e gigantesca serliana, eretti nel ‘500 da una bottega sicuramente vicina a Michele Sanmicheli. Vi è poi la spettacolare Cappella dei Notai, un piccolo gioiello del ‘700 riccamente decorato con volte affrescate, lavori di alta ebanisteria e le rutilanti tele di Louis Dorigny, l’autore degli affreschi della Rotonda del Palladio, che rappresentano gli esorcismi di San Zeno.